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MISERICORDIAE VULTUS -I COLORI DELLA MISERICORDIA

Lei è lì, sorpresa in flagrante adulterio. La Legge prevede la lapidazione. Quel gruppetto di uomini frementi impugna già le pietre. E Lui: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. I sassi scivolano a terra. Se ne vanno tutti. Restano lì Lui e lei. Sant’Agostino commenta: “Rimasero, l'una di fronte all'altra, miseria e misericordia”.

A ben vedere una miriade di dipinti, e non di rado di interi cicli pittorici, celano in filigrana la bellezza della misericordia che lava via la bruttura dell'umana miseria.

La presentazione si apre con UNA PRIMA NARRAZIONE:
IL FIGLIOL PRODIGO, raccontato in sette quadri da Murillo e, in modo insuperabile, da Rembrandt. Fanno da cornice opere d'arte sul Buon pastore e sulla dracma perduta. Insomma, le tre parabole che san Luca accosta nel memorabile cap. 15 del suo vangelo. "Cristo e l’adultera" di Rembrandt sigilla questo primo movimento della sinfonia.

UN SECONDO CAPITOLO è dedicato ai PUBBLICANI, gli odiati gabellieri di cui Gesù ha detto: "I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio". A cominciare da Zaccheo, affrescato in Sant’Angelo in Formis a Capua; poi Matteo (amatissimo da papa Francesco), attraverso i capolavori di Caravaggio in San Luigi dei Francesi; infine Il pubblicano e il fariseo in un mosaico di sant’Apollinare nuovo a Ravenna.

LA TERZA AMPIA NARRAZIONE riguarda lei, LA MADDALENA, carissima ai pittori dal Medioevo al Barocco che ce la presentano alla luce dell'esegesi patristica dei vangeli canonici e degli apocrifi. Nel 1279 vennero ritrovate le reliquie di Maria Maddalena a Saint-Maximin- La-Sainte-Baume. La teca venne trovata integra, con un'iscrizione la quale spiegava che era stata nascosta per proteggere le reliquie dalle invasioni saracene.
Il fatto colpì profondamente il re Carlo II d'Angiò, il quale fece erigere il grande convento domenicano e l'imponente Basilica di San Massimino. Salire lassù tra i monti, allo speco della Maddalena penitente, divenne deviazione obbligata lungo la via Francigena. Subito ne venne raccontata in otto puntate la storia nella grande tavola conservata a Firenze, alle Gallerie dell'Accademia: archetipo di tanti cicli pittorici di poco successivi, soprattutto in casa francescana. Come la Maddalena, anche Francesco passa infatti dalla "bella vita" dei piaceri epidermici ad una vita molto più bella e piena di profonda soddisfazione.
I penitenti di Assisi si rispecchiano nella Maddalena penitente.
In ogni antico convento francescano c'è una cappella della Maddalena; alla Verna coincide con la grotta in cui dimorava Francesco, all'inizio della discesa al sasso spicco. La Cappella della Maddalena affrescata da Giotto in Assisi, Basilica inferiore, in sette episodi è il "focus" di questa narrazione. Passano pochi anni e Giovanni da Milano la riprende con qualche "variazione sul tema" nella Cappella Rinuccini, a Firenze, sacrestia di Santa Croce. Segue un excursus: Beato Angelico, Donatello, Tiziano, Caravaggio, De la Tour.

QUARTO CAPITOLO: PIETRO, il capo degli apostoli, con quel caratteraccio che tante volte lo fa cadere e con quel grande amore che sempre gli permette di rialzarsi, anche dopo il triplice rinnegamento. Una storia raccontata attraverso una dozzina di dipinti della Maestà di Duccio, per la prima volta presentati ad altissima definizione. Infine il suo martirio, narrato da Giotto nel Polittico Stefaneschi.

ULTIMO CAPITOLO: La Madonna della misericordia nei capolavori di Simone Martini, Piero della Francesca e altri.
Salve regina, mater misericordiae: a te ricorre l'umana fragilità, nella certezza dell'abbraccio accogliente.

EPILOGO: le sette opere di misericordia di Caravaggio.
Perché la Bellezza genera il bene.

Una presentazione concepita al servizio del Giubileo indetto da papa Francesco, e corredata da brani del Santo Padre e di altri uomini innamorati della Bellezza.





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